L. 4/2013 che detta “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”

Il quadro normativo che regola i compiti, l’attività ed il funzionamento di una Associazione professionale, quale APB, è costituito essenzialmente, oltre alle disposizioni del Codice Civile,

  • dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 4, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.22 del 26 gennaio 2013, che detta “Disposizioni in materia di professioni non organizzate”
  • dalla norma tecnica UNI 11602:2015 che stabilisce i requisiti di conoscenza, abilità e competenza che i singoli professionisti debbono dimostrare di possedere per ottenere su base volontaria il riconoscimento professionale ad opera di terze parti indipendenti come previsto dalla summenzionata Legge 4 / 2013.

Legge 14 gennaio 2013, n. 4, pubblicata sulla GU n. 22 del 26 gennaio 2013, che detta “Disposizioni in materia di professioni non organizzate” 

La legge in argomento, ispirandosi alla Costituzione Italiana e nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione delle persone, provvede al riconoscimento giuridico delle professioni e delle Associazioni professionali, che vedono quindi riconosciuto il loro ruolo di tutela delle professioni non organizzate. In particolare la legge disciplina i compiti, l’attività ed il funzionamento delle Associazioni che tutelano le diverse professioni prevedendo le attività che esse possono e debbono svolgere e i controlli a cui verranno sottoposte se saranno conformi alla Legge e vorranno iscriversi all’elenco mantenuto dal Ministero per lo Sviluppo Economico che ne vigilerà la conformità alle norme della Legge 4 /2013.

La legge stabilisce che per «professione  non  organizzata in ordini o collegi», di seguito denominata «professione», si intende l’attività economica, anche organizzata, volta alla  prestazione  di servizi o di opere a  favore  di  terzi,  esercitata  abitualmente  e prevalentemente mediante lavoro  intellettuale,  o  comunque  con  il concorso di questo, con  esclusione  delle  attività  riservate  per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi  dell’art.  2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e  delle  attività  e dei  mestieri  artigianali,  commerciali  e  di  pubblico   esercizio disciplinati da specifiche normative.

Per la prima volta si è di fronte ad un riconoscimento giuridico delle professioni a cui, secondo recenti stime, fanno capo nel nostro paese  circa due milioni di persone.

Nell’art. 2 si prevede esplicitamente il riconoscimento sul piano giuridico delle Associazioni professionali.

Coloro che esercitano una professione possono costituire associazioni a carattere professionale  di  natura privatistica, costituite su base  volontaria,  senza  alcun  vincolo  di rappresentanza esclusiva, con il fine di  valorizzare  le  competenze degli associati e garantire il rispetto delle  regole  deontologiche, con l’obiettivo prioritario di agevolare la scelta e la tutela  del professionista da parte degli  utenti  nel  rispetto  delle regole sulla concorrenza.

Gli  Statuti  delle  associazioni professionali devono garantire la trasparenza  delle  attività  e  degli assetti associativi, la dialettica  democratica  tra  gli  associati, l’osservanza  dei  principi  deontologici,  nonché   una struttura organizzativa e tecnico-scientifica adeguata all’effettivo raggiungimento delle finalità dell’associazione.

In particolare, le  Associazioni  professionali  :

  • sono tenute a proporre, anche  attraverso specifiche proprie iniziative, la formazione permanente degli  iscritti;
  • devono adottare un codice di condotta ai sensi dell’art. 27-bis del  codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n.  206;
  • hanno il compito di vigilare sulla condotta professionale degli associati e stabiliscono le sanzioni disciplinari da irrogare agli associati per le violazioni del medesimo codice.

L’elenco delle Associazioni professionali  che  dichiarano, con  assunzione  di  responsabilità  dei  rispettivi  rappresentanti legali, di essere  in  possesso  dei  requisiti  previsti  è  pubblicato  dal  Ministero  dello  sviluppo economico  nel  proprio  sito  internet che ne supervisiona la conformità dell’operare alle norme della legge 4/2013. 

Le Associazioni professionali che intendono seguire questo percorso, si ribadisce volontario, non cogente, devono darsi un assetto organizzativo e un modo di lavorare chiaramente conforme alla legge che, come accennato, verrà controllato dal Ministero per lo Sviluppo economico.

Ovviamente si tratta di una opportunità ed una sfida per le Associazioni che hanno intenzione di coglierla nell’interesse dei propri Soci che saranno in condizione di migliorare le proprie conoscenze, abilità e competenze al fine di offrire servizi più efficienti e contribuire allo sviluppo economico del Paese.

APB è stata fondata nel lontano 1991, in sede ABI, con lo scopo di migliorare le conoscenze, le abilità e le competenze dei propri associati. Uno Statuto del 1991 non poteva certamente essere totalmente coerente con le nuove norme.

APB, intendendo cogliere tutte le opportunità offerte dalla nuova disciplina giuridica nell’interesse dei propri associati, ha svolto un’analisi dei punti del suo statuto e della sua organizzazione da modificare in modo da essere conforme alle nuove norme.

Partendo da questa analisi, APB ha proceduto a:

  • Adeguare lo Statuto alle nuove norme;
  • Adeguare alle nuove realtà il Codice Deontologico;
  • Costituire il Comitato Tecnico Scientifico;
  • Costituire la Commissione per la Formazione permanente;
  • Predisporre il Regolamento per la Formazione permanente.
  • Istituire le Delegazioni territoriali nominando i referenti locali;
  • Predisporre il Regolamento Ammissione Soci;
  • Proporre all’UNI, nella Commissione Tecnica Servizi, l’istituzione di un Gruppo di Lavoro per definire i requisiti di conoscenza, abilità e competenza che i singoli professionisti debbono dimostrare di possedere per ottenere il riconoscimento professionale ad opera di terze parti indipendenti come previsto dalla summenzionata Legge 4 / 2013.

Dal punto di vista del singolo professionista il professionista iscritto ad una Associazione professionale che ha:

  • adeguato il proprio modus operandi alle norme della legge 4/2013;
  • adottato e fa rispettare un Codice Deontologico;
  • attua la formazione professionale continua;
  • determina in sede UNI una norma per la certificazione delle conoscenze, delle abilità e delle competenze; 

potrà conseguire titoli e qualifiche riconosciuti sul mercato del lavoro (come avviene in quasi tutti i Paesi di matrice anglosassone) che ne garantiranno la professionalità, le conoscenze, le competenze, la capacità e l’esperienza.

Negli USA e in Gran Bretagna chi non possiede  la certificazione della propria Associazione professionale incontra serie difficoltà ad operare sul mercato, non essendo in grado di dimostrare di disporre delle necessarie qualifiche.

Tutto ciò è sicuramente importante per coloro che già operano nelle diverse professioni e quindi anche nelle funzioni Pianificazione e Controllo di Gestione.

La qualificazione dei soci attuali è certamente un traguardo di primaria importanza, che appare ancora più necessario considerando che l’attività di pianificazione non sempre raggiunge livelli che possono essere definiti di eccellenza. Le analisi dei piani industriali pubblicati ex ante e quelle dei risultati effettivamente conseguiti, lo confermano.

Un importante obiettivo che APB si pone per il futuro è quello di dare un valido e concreto contributo a formare e qualificare i giovani che escono dai percorsi formativi tradizionali (scuole superiori di secondo grado ed università) in modo da renderne più agevole l’inserimento nel mondo del lavoro.

Queste persone hanno un bagaglio di conoscenze teoriche certamente elevato, ma non accompagnato da una conoscenza della vita aziendale e dei meccanismi che ne governano l’operare.

Non esistono, salvo poche eccezioni, iniziative destinate a preparare i più giovani mettendoli nelle condizioni di presentarsi ad un colloquio di lavoro nel settore finanziario avendo una conoscenza di base del settore.

APB ha quindi creato una categoria  di Socio, definita “Praticante”, riservata a chi ha appena terminato gli studi e si avvia verso il mondo del lavoro.

Per queste persone si sta creando un apposito percorso formativo ispirato alla pratica aziendale che le metta nel giro di 6 mesi/ un anno, a seconda del titolo di studio già conseguito, nelle condizioni di presentarsi ad un colloquio di assunzione con conoscenze ampie e diversificate sul sistema finanziario e su pianificazione e controllo di gestione in particolare.

APB si auspica che tutte le categorie di Soci comprendano a fondo il valore sociale di questo programma e che lo sostengano mettendo a disposizione sul territorio, a livello locale, le necessarie infrastrutture e le risorse per lo svolgimento dei corsi.

Le banche, le Università locali e gli altri Enti locali che collaboreranno a questo programma potranno dimostrare ai diversi stakeholders sul territorio il proprio interesse per lo sviluppo culturale e professionale dei giovani ossia di quella categoria che oggi maggiormente incontra difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro.

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